Quando è possibile fare ricorso
- La domanda di pensione o di altra prestazione è stata respinta
- L'INPS ha revocato una prestazione già riconosciuta
- L'assegno pensionistico è stato calcolato in modo errato
- Periodi contributivi non risultano accreditati
- L'INPS richiede la restituzione di somme percepite (indebito previdenziale)
- La domanda di rateizzazione o di rateo non è stata accolta
Ricorso amministrativo o ricorso giudiziario
L'ordinamento prevede strumenti diversi a seconda della materia. In alcuni casi è possibile presentare un ricorso amministrativo ai comitati dell'INPS, entro termini indicativamente di novanta giorni; in altri casi è necessario rivolgersi direttamente al giudice del lavoro. Scegliere lo strumento corretto e rispettare i termini è decisivo: un errore in questa fase può pregiudicare la possibilità di tutela.
Durante il primo incontro esamino il provvedimento, verifico i termini applicabili al tuo caso e ti spiego quale percorso è percorribile, con quali probabilità e con quali costi.
Recuperi di somme e richieste di restituzione
Quando l'INPS richiede la restituzione di somme, non sempre la richiesta è corretta: possono esserci errori di calcolo, prescrizione di alcune annualità o cause che escludono la ripetizione. Anche quando la somma è dovuta, è spesso possibile ottenere una rateizzazione. Vale la pena far verificare il provvedimento prima di pagare o prima che il termine per opporsi decada.
Come si svolge il giudizio
Il ricorso giudiziario si svolge davanti al Tribunale, in composizione specializzata per le materie di lavoro e previdenza. Nelle questioni che riguardano lo stato di salute — ad esempio invalidità o inabilità — il giudice dispone normalmente una consulenza tecnica medica. Ti assisto in ogni fase, dalla redazione del ricorso fino all'esito del giudizio.