Che cos'è l'invalidità civile
Il riconoscimento dell'invalidità civile, disciplinato dalla legge n. 118 del 1971, dà accesso a prestazioni diverse a seconda della percentuale riconosciuta e dei requisiti reddituali: dall'assegno mensile di assistenza (in presenza di una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%) alle prestazioni per gli invalidi totali, fino all'indennità di accompagnamento per chi non è in grado di deambulare o di compiere gli atti quotidiani autonomamente.
Dal riconoscimento possono derivare anche benefici di altra natura, come i permessi previsti dalla Legge 104 per i lavoratori e i loro familiari.
La domanda e la visita di accertamento
Il percorso inizia con il certificato medico telematico e prosegue con la domanda all'INPS e la visita davanti alla commissione medica. L'esito è contenuto nel verbale: può riconoscere l'invalidità con una certa percentuale, respingere la domanda o rinviare a una revisione. La documentazione sanitaria presentata ha un ruolo decisivo: conviene prepararla con cura.
Se la domanda viene respinta: il ricorso giudiziario
Contro il verbale è possibile proporre ricorso al giudice, in genere entro sei mesi dalla sua comunicazione. Nel giudizio viene normalmente disposta una consulenza tecnica d'ufficio: un medico nominato dal tribunale riesamina la situazione sanitaria. Molte domande respinte in sede amministrativa trovano esito favorevole in giudizio, quando la condizione di salute è adeguatamente documentata.
Aggravamento e revisione
Se le condizioni di salute peggiorano, è possibile chiedere l'aggravamento della percentuale riconosciuta; in senso opposto, l'INPS può disporre revisioni. Anche in questi casi posso assisterti nella valutazione della situazione e nella gestione del rapporto con l'istituto.