Hai ricevuto una richiesta di restituzione dall'INPS? Quando rivolgersi a un avvocato
A cura dell'Avv. Manfredi Bruno — Studio Legale, Palermo
Di fronte a una richiesta di restituzione dell'INPS molte persone scelgono una delle due strade estreme: pagare subito per chiudere la questione, oppure ignorare la comunicazione sperando che si risolva da sé. Entrambe possono rivelarsi errori costosi. Esiste una terza via: verificare.
I segnali che rendono opportuna una valutazione professionale
- L'importo richiesto è elevato o copre molti anni di erogazione
- Le ragioni dell'addebito non sono chiare o non ti risultano corrette
- La richiesta riguarda periodi molto risalenti, potenzialmente prescritti
- L'INPS ha già avviato trattenute sulla pensione o minaccia il recupero
- Hai già presentato documenti che l'istituto non sembra aver considerato
Cosa può fare l'avvocato
Il lavoro inizia dall'esame del provvedimento e dei documenti: origine dell'indebito, periodo, calcoli, comunicazioni e termini. Sulla base di questa analisi ti spiego con chiarezza se la richiesta appare legittima, se è contestabile in tutto o in parte e quale strumento utilizzare — ricorso amministrativo o giudiziario — con una stima realistica di tempi, costi e possibilità.
I tempi contano
I termini per contestare una richiesta di restituzione decorrono dalla ricezione del provvedimento e, una volta scaduti, l'addebito diventa definitivo. Portare i documenti a una valutazione tempestiva non ti impegna ad alcuna azione: ti consente semplicemente di decidere con consapevolezza.
Pagina dedicataIndebiti INPS e richieste di restituzioneIl mio studio è a Palermo, in Via Salvatore Meccio 22: puoi prenotare un appuntamento o richiedere di essere ricontattato dalla segreteria tramite il modulo contatti.
Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza legale. Ogni situazione richiede una valutazione specifica: per il tuo caso concreto puoi richiedere un appuntamento presso lo studio.